giovedì 16 maggio 2013

Arte e bioetica si incontrano in un palazzo di Palermo . Un edificio dedicato a Flavio Beninati, morto dopo il coma



Una biblioteca con migliaia di volumi, una videoteca con tremila dvd, una web-radio, due laboratori per realizzare incisioni, terrecotte e libri d'artista, uno spazio polivalente, una collezione d'arte contemporanea, una casa editrice e spazi per artisti e giovani creativi, uno studio legale che offre assistenza gratuita nei casi di malasanità e una sala conferenze. Tutto in un unico edificio, in via Quintino Sella 35 a Palermo: qui sorge un palazzo dedicato alla cultura, tra bioetica, arte, libri e musica, progetto innovativo intitolato a Flavio Beninati, morto il 14 maggio 2006 a 33 anni, dopo un incidente che lo aveva costretto a un mese di coma. Un'idea dell'artista Manfredi Beninati, della giornalista Tiziana Lo Porto e dell'avvocato Carla Garofalo. "Durante il coma ci è stato impedito di avere contatti con lui, dopo la sua morte abbiamo ritenuto di mandare un messaggio forte per evitare che succedesse di nuovo questo, perchè riteniamo che durante il coma ci sia una coscienza, anche se minima. Abbiamo pensato di fare questa associazione di bioetica, che si occupasse prevalentemente di coscienza, minima coscienza e scuola". Dopo la nascita dell'associazione "Lettera F", totalmente autofinanziata, si è pensato di intitolare a Flavio l'intero edificio. L'Archivio Flavio Beninati si occupa di arte, architettura e design, fotografia, cinema, moda, fumetti, scienza e animazione.


Fonte: TMNews

mercoledì 15 maggio 2013

A Siracusa gli artisti sono chiamati a raccolta. Nei weekend di maggio arriva "Chiamata alle Arti 2.0. Nice to meet you"



Partita la seconda edizione di "Chiamata alle Arti". Quest'anno, il titolo scelto dagli ideatori Enzo Bauso e Davide Bramante è “Nice to meet you” e propone un programma che si distribuirà lungo tutto il mese. La manifestazione impegnerà artisti, cittadini, turisti e appassionati d’arte contemporanea, musica, cibo e divertimento, per quattro weekend consecutivi, dalle dieci del mattino fino alla mezzanotte. “Nice to meet you” prende a modello il noto film “Dogville” e lo ambienta alla Marina di Siracusa, identificando tale sito quale punto cardine, una sorta di cerniera tra la città e i turisti che approdano nella città. Tema portante del progetto è pertanto l'accoglienza, l’ospitalità, il “welcome” a quanti giungono in città per ammirare e godere delle sue bellezze.

IN COSA CONSISTE? Sarà costruita una pianta (realizzata con materiale leggero facilmente asportabile) di una immensa casa. Ogni artista sceglierà una stanza e realizzerà, nel corso delle otto giornate, ciò che più lo aggrada, preoccupandosi di accogliere, in primis, i suoi spettatori/visitatori.
Ogni artista, dopo aver scelto la tipologia di intervento, porterà con sé una sedia, una poltroncina o un divanetto e li collocherà nella sua stanza, per fare accomodare e mettere a proprio agio gli ospiti. 
“Nice to meet you” è dunque una installazione immensa, un'opera d'arte che vive e si alimenta grazie alla presenza dei suoi spettatori e di tutta la famiglia che popola la grande casa a cielo aperto.

COSA VUOLE FARE NICE TO MEET YOU? Vuole ricordare a tutti che senza arte non si può vivere. A Siracusa servono interventi per valorizzare la cultura perché di questo la città potrebbe vivere. Vuole infine ricordare, a chi di dovere, che la Marina, ingessata e imbalsamata dal cemento, è uno scempio.
Nice to meet you, dopo lo scorso weekend, vi aspetta ancora nei prossimi fine settimana di maggio.

Inoltre, per tutta la giornata di sabato 18 maggio, presso la Galleria d'arte contemporanea Montevergini di Siracusa, vi sarà Giovanni Iovane, membro e responsabile del progetto Sacs che prevede il sostegno ai giovani artisti siciliani.

martedì 14 maggio 2013

Lo stato dell'arte – Viaggio nella crisi dei musei italiani




Qual è lo stato dell'arte in Italia?
Musei, gallerie, siti archeologici, vedono i loro introiti scendere sempre di più. L'intervento pubblico, dello Stato, delle Regioni e dei Comuni, permette ancora a molte strutture di continuare ad essere aperte al pubblico. Ma i dati ci parlano di una gestione dei siti museali quanto mai discutibile. Poco più di un centinaio di milioni di euro: questi sono gli introiti di tutte le biglietterie dei musei italiani messe insieme. Da solo il Louvre di Parigi incassa il 25% in più. Siti che spesso ricevono importanti finanziamenti pubblici e sono gratuiti per il pubblico. E' il caso di un sito su due in Campania e nove su dieci in Friuli Venezia Giulia. Pagano il biglietto solo 16 milioni di utenti sul totale di 36 milioni e mezzo di visitatori. Musei e gallerie molto spesso sono gestiti da Fondazioni controllate direttamente dagli enti locali e gestite, quasi sempre, da politici senza piu' incarichi istituzionali che vengono “ricollocati” nel settore culturale. La gestione delle strutture ed anche del personale in molti casi è discutibile.

In Campania ad esempio il numero dei direttori dei musei è oltre il doppio di quello degli educatori museali, ovvero quelli che materialmente illustrano ai turisti le opere. Il numero dei custodi poi è il doppio rispetto a quello dei responsabili dei servizi educativi. Molti dei siti d'arte nel nostro paese hanno raggiunto un numero di ingressi assolutamente mortificante. In Sicilia il museo archeologico di Marianopoli nel 2011, ultimo anno di cui la Regione Sicilia è in grado di fornire i dati, ha fatto registrare la bellezza di due visitatori a settimana. Un totale di 192 l'anno. Il sito di Ravanusa invece è stato declassato. Non è più sito museale da quando nel 2009 a fronte dei 340 mila euro di spese per il personale e la manutenzione, nell'intero anno aveva avuto un solo visitatore. Ingressi e ricavi bassi a cui spesso corrispondono pero' investimenti molto importanti da parte delle amministrazioni. In Calabria ad esempio a fronte di un incasso di soli 24 mila euro del Museo Archeologico di Reggio Calabria, i costi per il restauro sono arrivati a 33 milioni di euro. Tra ingerenza della politica, fondi a pioggia e crisi degli ingressi, lo stato dell'arte in Italia non è certo dei migliori.


Fonte: www.fanpage.it

lunedì 13 maggio 2013

A Catania arriva il fine settimana di Art FaCTory 03, la fiera d'arte contemporanea "Made in Sicily".




Dal 16 al 19 maggio il Centro fieristico Le Ciminiere di Catania accoglierà Art FaCTory 03, fiera d’arte contemporanea.
Per questa terza edizione saranno ospitate gallerie d’arte contemporanea e fondazioni di grande prestigio dedicando una più ampia sezione all’editoria. La partnership con l’Art Market di Budapest vedrà anche un padiglione dedicato agli artisti e alle gallerie ungheresi nell’anno dedicato alla cultura ungherese in Italia e italiana in Ungheria.

Ad affiancare la direzione saranno i due comitati, promotore e scientifico, composti da prestigiose personalità dell’imprenditoria, dell’arte e della cultura italiana. Il comitato promotore è composto da: Marco Alemanno – fotografo; Andrea Bartoli – Presidente della fondazione Farm Cultural Park – Favara; Claudio Pescio – Direttore editoriale-responsabile Art e Dossier; Rossella Pezzino de Geronimo – imprenditrice, collezionista; Maria Cristina Busi – imprenditrice; Maria Sofia Bazan – esperta d’arte contemporanea. Mentre il comitato scientifico da: Paola Forni – galleria Forni Bologna, Franco Politano – artista, Antonio D’Amico – storico dell’arte, Virgilio Piccari – Direttore Accademia di Belle Arti di Catania.


Art FaCTory 03

16 – 19 maggio 2013

Centro Fieristico Le Ciminiere
Piazzale Asia, Catania

Inaugurazione
Vernissage Padiglione ungherese – Padiglione E4: giovedì 16 maggio ore 18.00
Inaugurazione Art FaCTory 03 – Padiglione F1: giovedì 16 maggio ore 19.00

Press Preview dedicata ai giornalisti e media: giovedì 16 maggio ore 17.30, previa prenotazione:

Relazioni Esterne e Media Relations
Art FaCTory 03
Elisa Toscano
Tel. +39 3737568363 – Office: +39 0958363299
elisa@elisatoscano.it – relazioniesterne@artfactory01.it

Orari e giorni di apertura:
venerdì 17 maggio ore 17.00 – 23.00
sabato 18 e domenica 19 maggio ore 11.00 – 23.00

L’accesso ad Art FaCTory è gratuito.È possibile registrarsi on-line o al desk accreditamento direttamente in fiera.

Info: www.artfactory03.it
Twitter: https://twitter.com/ArtFaCTory3Fair
Facebook: https://www.facebook.com/ArtFaCToryFair
Youtube: http://www.youtube.com/user/artfactoryfair?feature=mhee

Organizzazione:
Dietro le Quinte Arte
via Carcaci 19, Catania
+39 095 2180080 | mobile phone +39 3463851506 | fax +39 0955183901
fair@artfactory01.it

venerdì 19 aprile 2013

Wikipedia si butta sull'arte

Dopo l'enciclopedia online il celebre sito intende catalogare opere e monumenti nel mondo.



Fotografare l'arte e i monumenti nascosti nel mondo. È la nuova mission di Wikipedia, la celebre enciclopedia online. L'obiettivo del sito è catalogare e raccontare tutti i tesori del mondo accessibili pubblicamente. L'occasione per presentare il progetto è la Wikimedia Conference di Milano, il suo primo appuntamento in assoluto al di fuori della Germania.
Tra i temi trattati nella riunione che vede coinvolti i soggetti che partecipano alla crescita dell'enciclopedia c'è, appunto, anche il concorso Wiki Loves Monuments per fotografare luoghi e monumenti, e il concorso Wiki Loves Public Art, creato in collaborazione con Europeana per fotografare le opere d'arte pubblicamente accessibili.
Alla conferenza partecipano i delegati di 40 Paesi, dall'India al Canada, da Taiwan alla Francia. Dura quattro giorni che sono l'occasione per scambiare spunti, idee e discussioni sul futuro del movimento che ha rivoluzionato il modo di informare e informarsi.


Fonte: lettera43.it

giovedì 21 marzo 2013

I luoghi siciliani della XXI Giornata FAI di Primavera




Non perdere anche quest'anno la Giornata FAI di Primavera prevista per sabato 23 e domenica 24 marzo in tantissime città e luoghi storico-artistici di estremo pregio e interesse. Potrai visitare alcuni dei 700 meravigliosi tesori presenti in tutta Italia e spesso chiusi al pubblico. Le visite sono a contributo libero.
Scopri  tutti i luoghi protagonisti della Giornata FAI di Primavera in Sicilia, suddivisi per provincia, cliccando sul link diretto alla pagina ufficiale. Buon weekend!
http://www.giornatafai.it/Sicilia.htm

lunedì 18 marzo 2013

Musei, la crisi impone nuovi modelli



Mostre, maledette mostre. Come era già successo a Vittorio Sgarbi con la Moratti (in quel caso un’esposizione ritenuta troppo osée), sono state le mostre a convincere il sindaco di Milano Pisapia a ritirare le deleghe all’assessore alla Cultura Stefano Boeri. Tra i due i rapporti non sono mai stati idilliaci, ma pare che adesso a far traboccar il vaso sia stata la goccia di un budget giudicato eccessivo per le due rassegne su Luini e il Bramantino, che avrebbe prosciugato i fondi per la cultura. In più l’accusa a Boeri è che privilegiasse nei suoi programmi proprio il settore delle arti visive e dell’architettura a scapito di altri ambiti culturali come il teatro e la musica. 
In realtà, al di là delle possibili insofferenze personali, è la crisi economica che rende oggi la vita «impossibile» a qualsiasi assessore alla Cultura, soprattutto se di una grande metropoli. La scarsità di risorse costringe i sindaci a fare delle scelte difficili e la cultura finisce per diventare l’anello debole. E se da un lato c’è una sorta di pregiudizio duro a morire, per cui è vista come «circenses» e quindi qualcosa di superfluo, dall’altro c’è anche da dire che chi fa e organizza cultura si è adagiato in molti casi sull’idea che questa debba essere necessariamente «assistita».  

Oggi forse si tratta di pensare anche alla cultura e soprattutto alle mostre in termini imprenditoriali: al momento di idearle occorre capire se possono trovare una circolazione e se si possono «vendere» in altre città o Paesi, dall’Italia agli Emirati arabi. Se la cosa può essere complicata per piccole realtà, nelle metropoli ricche di musei e di collezioni questa è forse l’unica possibilità per continuare a farne (i Musei Civici Veneziani ne sono un esempio). E i politici, più che dispensare fondi, dovrebbero costruire lo scenario in cui le varie «imprese» culturali possano muoversi. È una strada difficile, ma alternative in questo momento non sembrano essercene.

Fonte: La Stampa